"Cattivogiorno"


Quante volte hai salutato dicendo un "buongiorno" che assomigliava più a un "cattivogiorno".

Non è una domanda ma una affermazione perché sono certo che ciò sia capitato la maggior parte delle volte, purtroppo.

Ovviamente non è maleducazione o cattiveria, è che augurare una buona giornata la prossimo con un "buongiorno" è diventata una prassi.

Eppure il significato del "buongiorno" è, o meglio dovrebbe essere: "ti auguro di avere una bellissima giornata, di trascorrerla a pieno e con felicità. Ti auguro che questa sera quando andrai a coricarti, tu possa essere molto soddisfatto di come l'hai vissuta. Ti auguro di amare tutto ciò che farai oggi."

Tutto questo in una sola parola eppure, accettiamo che questo meraviglioso augurio perda il suo significato migliore banalizzando come lo pronunciamo. Accettiamo troppo spesso di pronunciare questa meravigliosa parola con apatia come se fosse la cosa più scontata del mondo. E poco importa quanto conosciamo il destinatario o la destinataria di quell'augurio.

Migliorare l'uso che facciamo della nostra voce non significa imparare a pronunciare meglio le parole ma imparare a dar loro il giusto significato e il loro pieno valore.

Salutare con sentimento e sorriso, essere cortesi, garbati nei modi, generosi di piccoli gesti, non lo si deve solo per una convenzionale forma di educazione e rispetto per gli altri ma prima di tutto per se stessi. E' prima di tutto un modo di essere e di comportarsi che fa bene al nostro spirito.

Anche un semplice "ciao" può essere un messaggio di bellezza, eleganza e piacevolezza. Un semplice ma potente modo per creare calore, affetto e amore verso gli altri e prima ancora verso noi stessi.


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