Test Coronavirus o test d'Intelligenza?


E così stiamo passando la prova della convivenza con il Coronavirus o meglio con il Covid-19 oppure 2019nCov, insomma, come suggerisce la virologa Ilaria Capua, con una "sindrome simil-influenzale".

In realtà il vero test che stiamo effettuando non è solo rispetto al nostro sistema immunitario (e già questo dovrebbe farci pensare al nostro stile di vita prima che al virus) ma soprattutto il test è sulla nostra Intelligenza Emotiva.

Quello che dovremmo osservare, oltre alle giuste ed proporzionate precauzioni sanitarie, è il nostro comportamento in tutta questa vicenda. La cosa su cui riflettere è la nostra capacità di discernimento, in questo caso riferita alla capacita di valutare responsabilmente l'oggettiva realtà del pericolo del virus, il reale rischio di contagio e le equilibrate misure di cautela personale per ridurre tale rischio.

Ad osservare i comportamenti di questi giorni, si direbbe che la nostra Intelligenza Emotiva s

ia deficitaria visto che sembra essere in preda alla paura.

Come dice Will Smith nel film After Earth "la paura non è reale" mentre "il pericolo è reale" ed è questo che tutti noi dovremmo considerare.

"la paura è una scelta" che spesso ci fa compiere delle azioni e assumere dei comportamenti i qui effetti possono essere peggiori della cosa stessa che ci fa tanta paura.

I casi di emergenza e la loro gestione hanno costellato e costelleranno sempre la nostra stessa vita. Imparare a gestirli nel migliore dei modi ha a che fare anche con la nostra Intelligenza Emotiva. Per questo ognuno di noi dovrebbe seriamente considerare di lavorare su se stesso per ampliarla, sviluppando soft skills adatte al raggiungimento di tale obiettivo. Obiettivo che poi si traduce in una qualità di vita migliore per se stessi e per le persone che sono attorno a noi.

L'emozione "paura" dovrebbe rappresentare un sistema di allerta, che ci faccia attivare affinché con la nostra dotazione di Intelligenza Emotiva si possano considerare i rischi oggettivi, si possano adottare dei comportamenti adeguati alle valutazioni, sviluppare strategie e prendere decisioni. Il tutto che sia migliore per noi, migliore per gli altri e migliore in senso assoluto. A questo serve la paura e dovremmo imparare a rispettarla e non abusarne in modo indiscriminato e irrazionale.

Questa attitudine, qualcuno la chiama "coraggio" altri la chiamano "sconsideratezza" o altri ancora "superficialità". Ognuna di queste considerazioni è soggettiva. L'unica cosa certa, reale, è il rischio, il pericolo oggettivo.

Da vent'anni mi dedico allo sviluppo di quelle che ora più che mai, va di moda chiamare "soft Skills". Ho avuto davanti a me migliaia di persone in tutto questo tempo e alla fine, tutti hanno finito per chiedermi una cosa sola: imparare a considerare la paura per quello che è, un'emozione. Se ti interessa capire le nostre attività formative per lo sviluppo delle soft skills, dai un'occhiata alla pagina corsi di questo sito e ...

ricorda: "la paura è una scelta".


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