Essere gentili è da rivoluzionari

February 2, 2019

Siamo tutti in prima linea.

Tutti frenetici nello svolgere le nostre attività e per questo, nella necessità di recuperare tempo, abbiamo pensato di toglierlo dall'attenzione verso gli altri. 


Le buone maniere, la gentilezza e quel garbo che rendeva piacevole ogni incontro, sono diventate una perdita di tempo, un di più ora superfluo.

La gentilezza è diventata una smanceria di poco conto, tra le mille cose tutte molto più importanti che ognuno di noi ha da fare, tra aprire gli occhi al mattino e richiuderli alla sera tardi. 
Con il passare del tempo tale vuoto è stato al contrario colmato, prima dalle maniere spicce, poi dal nervosismo che sfocia nell'aggressività, per arrivare anche alla violenza verbale ormai nostra compagna di vita. 
Tutto ciò non è più solo semplicemente accettato in modo inconsapevole, è addirittura diventato uno stile comportamentale assimilato alla forza e alla determinazione. E' diventato parte di un paradigma, legato all'ottenimento di ciò che desideriamo e all'affermazione delle nostre idee come se fossero le uniche verità. 

 

Esattamente al contrario di ogni basilare regola di efficacia comunicativa, il nostro stile comportamentale, in realtà ci fa perdere terreno. 

 

Paul Watzlawick, uno dei più autorevoli studiosi della comunicazione, nel suo studio "pragmatica della comunicazione umana" cita un assioma fondamentale: 

"ogni tipo di comunicazione presenta due aspetti: il contenuto e la relazione, tale che il secondo inglobi il primo e di conseguenza sia una metacomunicazione".

Traducendo, potremo dire che la relazione è più importante di qualsiasi contenuto.
La gentilezza è il mezzo per creare relazione. 

 

Pur considerando la piacevolezza nel rapporto con gli altri il più importante tra gli aspetti della vita, tralascio di addentrarmi nei vantaggi neurologici, psicologici, fisici, che otterremmo prestando alla relazione con gli Altri un po' più di attenzione.

Mi concentro invece sul vantaggio più materialistico, forse un po' più consono a tutti coloro che sono caduti nella trappola del "vaffanculo" sempre in canna.  

Quel vantaggio materialistico che potremmo sintetizzare con: "ottenere le cose".

Dato che "l'ottenere le cose" passa inevitabilmente attraverso la relazione con gli altri, non sarebbe molto più saggio investire un po' di tempo per imparare a difenderci dal nostro stesso carico di rabbia, apatia, smania di protagonismo sconsiderato e incondizionato? Aspetti che peraltro sono in realtà la rappresentazione di tutte le nostre debolezze e insicurezze.
Dovremmo in effetti investire un po' di tempo per difenderci da noi stessi e così capire che ci può essere un'altra via per vivere una vita appagante, ricca di successi personali e professionali. Quella via si chiama abilità comunicativa fatta di efficacia e piacevolezza messe insieme. 

 

E chissà che nello scoprirci più abili in questo, spazzolando il nostro ego, non scopriamo anche che la gentilezza e il garbo prima di essere una forma di espressione di un vivere civile e rispettoso degli Altri, sono anche un bel modo egoistico di "sfruttare gli altri" per sentirsi meglio. 
Oggi essere gentili è da rivoluzionari. 

E allora che rivoluzione sia!

Con garbo e gentilezza.

 



 

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