L'arte di capire gli altri ... tra ascolto e Voce

June 23, 2019

 

Sul tema dell'ascolto ognuno di noi è coinvolto ed anche sull'emissione del suono della propria voce.

Ti è mai capitato di porgere il tuo orecchio all'ascolto di quanto ti vuole dire un tuo amico che per esempio ha un problema con la sua fidanzata, oppure con il suo capo al lavoro?

 Quello che in generale si crede possa essere il modo utile di aiutare una persona in difficoltà, a detta dei grandi teorici (come Rogers, Karkuff, Gordon...), non è in verità il modo corretto.

 Quanto è durato il tuo ascolto vero in quella situazione? Quello in cui spegni il cervello, fermi il giudizio e non pensi a nulla se non proprio solo ad ascoltare le parole del tuo amico?

 Oppure ti è capitato di ascoltare per qualche attimo, giusto il tempo di formulare un giudizio nella tua mente e poi cominciare a cercare di aiutare il tuo amico proponendo le tue soluzioni alle difficoltà che ti ha espresso, cominciando a parlare e non più ad ascoltare, oppure minimizzando quanto ha raccontato dicendo “massì, vedrai che si sistema tutto...”, oppure bombardandolo di domande per avere sempre maggiori dettagli che possano soddisfare la tua curiosità sui fatti accaduti?

 Ti è mai capitato di interpretare in modo del tutto personale il racconto del tuo amico, tanto che poi il tuo amico stesso ha magari preso coraggio e ti ha detto che lui non aveva raccontato le cose in quel modo?

 Ti è mai capitato?

 A me spesso, in ogni occasione in cui il mio “buon cuore” si attivava per aiutare il mio amico o la mia amica, facendomi sentire utile e soddisfatto, ma non essendolo poi nei fatti.

 La mia amica allora si poteva sentire delusa, non ascoltata veramente, non capita, rattristata o arrabbiata ancor più rispetto a prima e rispetto alle emozioni negative già legate al suo stato.

 

Ho cominciato a capire veramente che cosa significhi ascoltare quando mi sono avvicinato ai concetti di ascolto attivo, di ascolto empatico. La mia consapevolezza è arrivata allora.

Ho capito che dedicavo la maggior parte del mio impegno nel parlare, nel fare tentativi di sostegno, di interpretazione, di indagine, di valutazione, di soluzione, e questa modalità in generale non è utile alla persona a cui ci relazioniamo e che ha bisogno di noi.

Avendo capito questo e avendo cominciato a conoscere qual è il miglior modo di ascoltare veramente, ho creato un binomio perfetto tra la mia voce e la mia capacità di ascolto.

 

L'ascolto attivo è quello che ti permette di concentrarti su ciò che l'altra persona ti sta dicendo, quello che ti permette di capire gli altri dal loro punto di vista, è un ascolto attento, che si rivolge all'altro piuttosto che al proprio sé.

 Ascolto attivo significa poi prestare attenzione all'altra persona in modo globale, osservando le diverse forme di comunicazione che l'altro ci invia, come la parte verbale ma anche comportamentale. Quindi c'è una bella attenzione messa in atto nel momento dell'ascolto attivo, che coinvolge l'attenzione fisica, l'osservazione e l'ascolto vero delle parole. In questa accezione l'ascoltare sottolinea l'importanza di captare il tono e lo spirito delle espressioni verbali con cui la persona che abbiamo di fronte si sta rivolgendo a noi.

 

Ti sembra complicato?

Beh io all'inizio ho pensato che potesse esserlo, ma sperimentando questi concetti ho capito che semplicemente spostando l'attenzione da sé all'altra persona, ci si orienta sui concetti dell'ascolto attivo.

Secondo te è frequente che qualcuno riservi attenzione vera ad un'altra persona?

Io purtroppo mi sono dato una risposta negativa.

Sono consapevole che non è per il momento molto frequente che qualcuno ci ascolti veramente e sia tutto per noi nel momento dell'ascolto.

Tutto passa dalla consapevolezza.

Nel momento della consapevolezza, tutto cambia.

 

E la voce? Come pensi di poter usare la tua voce per far seguire all'ascolto una comunicazione congruente con l'attenzione che hai dedicato al tuo amico?

Io in questo caso ti suggerisco di usare una voce empatica, che scalda il cuore, che permette di continuare la sintonia instaurata tra te e il tuo interlocutore nel momento dell'ascolto. La voce che userai dovrà essere espressione perfetta di comprensione e accoglienza nei suoi confronti, perché non ci potrebbe essere momento più bello di quello che state vivendo e attraverso la voce e la congruenza del corpo si possono provare davvero belle emozioni, si può aiutare l'altro con semplicità facendolo sentire accolto, senza essere giudicato.

Quanto bello è provare questa sensazione? Credo che ognuno vorrebbe sentirsi accolto, senza condizioni.

 

Pensandoci tutto ciò è possibile.

 Pensandoci, se prima di tutto noi stessi teniamo una modalità così bella nei confronti degli altri, di sicuro capiterà anche a noi di ricevere lo stesso trattamento accettante.

 Pensandoci, non è poi così difficile riuscirci, basta ascoltare e poi alla fine dosare correttamente gli elementi espressivi della voce per creare la giusta emozione, quella desiderata proprio nel momento opportuno.

Saper usare una bella voce al momento opportuno unitamente alla capacità di ascolto vero dell'altro, porta inevitabilmente ad un cambio di vita.

Beh io ci ho provato e ci sono riuscito, quasi senza accorgermene, così un po' alla volta...

Comincia da te, con la consapevolezza che la tua nuova voce ed il tuo nuovo modo di ascoltare possono fare la differenza per te e per gli altri attorno a te.

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